Tempo: 7h - Dislivello Salita: 1440 m - Dislivello discesa: 340 m - Segnaletica: 101

Questa prima tappa si presenta particolarmente lunga e faticosa, risulta pertanto necessario avviarsi di buon mattino. La prima parte del percorso si sviluppa nel bosco per poi proseguire attraverso pascoli aperti fino ai Piani di Bobbio. Solo il superamento della Bocchetta, che immette nella Valle dei Megoffi, risulta meno agevole e faticoso. Dal paese di Cassiglio, dove si puo' ammirare la famosa "Danza Macabra" raffigurata sulle pareti della secentesca Casa Milesi, prendere la strada verso il lago artificiale dove si incontra un cartello indicatore del Sentiero delle Orobie Occidentali; imboccare quindi il sentiero n. 101; lungo la salita s'incontrano numerosi piccoli pianori sui quali fino a pochi anni fa, con una tecnica particolare detta "Poģat", veniva accatastata la legna e con un delicato procedimento a lenta combustione veniva prodotto il carbone.

Questa attivitą era strettamente collegata alla presenza, lungo le rive dei torrenti, di numerose fucine per la produzione di chiodi e semplici attrezzi in ferro. La salita lunga e tortuosa si svolge quasi interamente in sottobosco di pini e faggi, posto ideale per cercare funghi. Soltanto dopo aver attraversato la pietraia di un secondo canalone, ai piedi delle pareti settentrionali del Monte Venturosa, il bosco di dirada offrendo un magnifico colpo d'occhio su gran parte della Catena Orobica e della Valle di Cassiglio. Si continua a salire nuovamente nel bosco e, dopo aver superato un traliccio dell'alta tensione, in pochi minuti si giunge al Passo di Baciamorti a quota 1540 m (2 ore e 45' dalla partenza).

E' degno di attenzione ricordare come fino ai primi anni del 1600 gli abitanti di Cassiglio usassero portare a spalle i loro defunti sino al valico. Qui venivano consegnati per la sepoltura agli abitanti di Pizzino. La ragione del toponimo, usato ancor oggi e' proprio messa in relazione a questa particolare usanza. Dal passaggio e' possibile spaziare con lo sguardo lungo la verdeggiante Valle Asinina mentre, in quota, sul fianco destro, sono visibili i vasti pascoli dei Piani dell'Alben. Salendo attraverso pascoli, si costeggia il Monte Aralalta e si giunge alla baita di Cabretondo a quota 1869 m e alla Bocchetta di Regadur dove si incrocia il sentiero che sale dal rif. Angelo Gherardi ai Piani dell'Alben; si continua a mezza costa il ripido pendio piramidale del Monte Sodadura e si giunge al Rif. Cazzaniga-Merlini posto su di una piccola altura nella parte alta degli impianti sciistici (5 ore dalla partenza). Se la tappa vi risulta troppo lunga č possibile fermarsi a pernottare in questo rif.). Tenere sempre il sentiero n. 101 e dirigersi verso le pareti dello Zuccone dei Campelli; superato un canale ripido tra lo Zucco Barbesino e la Corna Grande si giunge alla Bocchetta dei Mefoggi (m 2020), si scende lungo il versante destro del vallone dei Megoffi ed in circa 30 minuti si arriva al rifugio Lecco (m 1779) posto alla base del Vallone dei Camosci e con stupenda vista sulle pareti dello Zuccone e dello Zucco Barbesino. Classica escursione dal rifugio č la salita allo Zuccone dei Campelli e allo Zucco di Pesciola; inoltre, ma solo per gli alpinisti, le stesse pareti riservano diverse vie classiche di arrampicata.



Tempo 4 ore e 30'
In alternativa alla partenza da Cassiglio č possibile partire dalla piacevole Val Taleggio (laterale della Valle Brembana) da Quindicina frazione di Pizzino. Dal termine della carrozzabile (a quota 1350 circa), per facile sentiero (n. 120) tra graziose baite e pascoli si raggiunge in circa 1 ora il Rifugio Angelo Gherardi (m 1650), posto in panoramica posizione sul pianoro chiamato Piani dell'Alben. Qui č possibile pernottare oppure continuare con il sentiero n. 120 fino alla Bocchetta di Regadur dove si incrocia il sentiero n. 101; seguendo quest'ultimo ci si dirige verso il Rifugio Cazzaniga - Merlini che si raggiunge dopo circa 1 ora e 30' dalla partenza dal rifugio Gherardi. Dal rifugio Cazzaniga si continua con l'itinerario descritto sopra fino ai Piani di Bobbio e si arriva al rifugio Lecco dopo un tempo totale di 4 ore e 30'.